Apple, troppi segreti e polemiche per il trapianto di Jobs
L’alone di mistero attorno alla salute di Steve Jobs, 54 anni, il numero uno della Apple appena tornato al lavoro dopo aver subito il trapianto del fegato, ha rilanciato con forza le polemiche sulla segretezza quasi ossessiva della casa di Cupertino, un’azienda quotata in Borsa.
Il gruppo dell’iPod e dell’iPhone e’ famoso, da anni ormai, per le punizioni inflitte (licenziamento compreso) ai dipendenti accusati di avere fornito ’soffiate’ alla stampa sui nuovi prodotti. Il culto della segretezza e’ tale che non di rado i dirigenti di Cupertino fanno circolare false informazioni, sia per sviare la concorrenza, sia per incastrare i fedifraghi della sede, al civico uno della Infinite Loop (l’anello infinito), dell’azienda di computer.
Il trapianto, non confermato ufficialmente dalla Apple (che neppure smentisce), ha probabilmente rappresentato la tradizionale goccia che fa traboccare il vaso. Tanto che la stampa specializzata americana ha polemicamente soprannominato il fegato appena trapiantato, iLiver 2.0, quasi si trattasse di un nuovo prodotto della casa di Cupertino.
Tutti i principali quotidiani americani tornano oggi sulla questione della Apple, ma il New York Times dedica ben due articoli alla casa di Cupertino, uno dei quali proprio alla questione del trapianto, e ai numerosi interrogativi, anche di carattere generale, scaturiti in queste ore.
In maniera neppure troppo velata, Jobs viene accusato di avere approfittato di una sorta di corsia preferenziale per ottenere un fegato sano piu’ rapidamente di altri pazienti meno agiati.
Il numero uno della Apple – come aveva gia’ scritto sabato il Wall Street Journal offrendo alla vicenda il titolo di apertura del quotidiano – si e’ fatto operare in Tennessee (cioe’ a migliaia di chilometri dal nord della California, dove vive), perche’ le ‘code’ per i fegati sono ben piu’ corte rispetto a quelle di Stati piu’ popolosi come New York o Texas.
Michael Porayko, il responsabile del centro trapianti fegati della Vanderbilt University, uno degli ospedali del Tennessee ma non quello che ha operato Jobs, riassume cosi’ tutta la vicenda: ‘’se potete spostarvi con un jet e in sei ore potete raggiungere qualsiasi angolo degli Stati Uniti, la scelta e’ davvero molto ampia”.
di Emanuele Riccardi (Ansa)
Jobs, secondo indiscrezioni del Wall Street Journal e’ reduce da un trapianto di fegato, e’ stato notato da un cronista della Reuters: l’ad della Apple stava camminando, vestito con l’abituale tenuta di jeans e maglioncino nero, e parlava con un’altra persona.
Fonte: Ansa








































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