Esperto, cautela sulle scoperte di Tutankhamon
febbraio 27, 2010 by admin
Elencato sotto Archeologia, Egittologia
Per l’archeologo Zivie poche certezze sulla genealogia del Faraone.
Bisogna ritrovare la calma, lasciar decantare l’emozione dopo le rivelazioni sul Dna delle mummie egiziane, perche’ ragionando secondo il rigore scientifico ci sono poche certezze. In particolare, se e’ ormai scontato che il mitico Tutankhamon non e’ morto assassinato, non e’ poi cosi’ matematicamente sicuro che sia figlio di Akhenaton: non e’ certo al 100% che la mummia su cui e’ stato prelevato il campione di Dna sia proprio quella di Akhenaton. Percio’ occorre lasciar lavorare la ricerca.
A riportare ordine nel trambusto provocato dalle dichiarazioni della scorsa settimana di Zahi Hawass, vice ministro della cultura e segretario generale del Consiglio supremo delle antichita’ egiziane, e’ Alain Zivie, capo della missione archeologica francese dell’insieme di tombe denominate Bubasteion a Saqqara. La mummia in questione, dice all’ANSA, potrebbe anche essere quella di Smenekh ka re’, che regno’ qualche mese, sposo di Meritaton, la figlia maggiore di Akhenaton e Nefertiti. Uno dei due manca all’appello, come peraltro Nefertiti, spiega Zivie aggiungendo che non c’e’ alcuna prova che la mummia della non meglio identificata Young Lady indicata da Hawass come probabile madre di Tutankhamon (e sorella di Akhenaton) non sia invece quella di Nefertiti. L’affermazione di Hawass che esclude che la madre di Tutankhamon sia Nefertiti appare quindi quanto meno azzardata, secondo il ragionamento rigoroso di Zivie. Peraltro altri egittologi hanno invitato alla calma e alcuni hanno anche messo in dubbio l’attendibilita’ di esami compiuti su mummie di oltre 3.500 anni. Michel Wuttman, dell’Istituto francese di archeologia orientale (Ifao)del Cairo, rileva ad esempio che il dna di mummie sottoposte ai raggi X in passato puo’ essere molto danneggiato come e’ il caso di quella di Ramses II.
Lasciar lavorare la ricerca, quindi, e’ l’unico modo per continuare a sbrogliare la complicata matassa, dice Zivie, dato che le scoperte del Dna ”costituiscono una grande lezione di umilta’, sfatando ad esempio un mito che ha alimentato la fantasia degli egittologi: Tutankhamon non e’ stato assassinato (percio’ niente complotti, niente congetture) ma e’ morto di malattia.
Ed e’ con umilta’ che l’archeologo ”rinuncia” all’ipotesi (avanzata anche da altri egittologi) che Maia, la madre putativa di Tutankhamon e Grande dell’harem, sia la madre biologica del giovane sovrano, un’ipotesi ”aperta” che avanza nel post-scriptum del suo bel libro appena uscito dedicato alla Tomba di Maia scoperta nel 1996, il primo di una serie sulle tombe del Bubasteion di Saqqara. E’ invece sempre piu’ convinto che Maia, la cui mummia non e’ stata trovata sul sito, sia la principessa Meritaton o Mayati, come spiega nel libro con accurate analisi sui rilievi trovati nella tomba. Maya, dice tra l’altro, e’ infatti seduta su un trono, rappresentata con la capigliatura reale, in braccio a lei Tutankhamon bambino tiene in mano l’hank, la chiave simbolo della vita, puntata verso il suo ventre. Solo Meritaton, dice Zivie, poteva avere questo ruolo illustre di nutrice, che trasmette il potere reale perche’ l’allattamento era essenziale tre volte nella vita di un sovrano: alla nascita, all’incoronazione, alla morte.
Fonte: Ansa (di Antonella Tarquini)
Apple taglia fornitori, usavano bambini per fare gli iPod
Scoperti anche orari oltre i limiti e stipendi troppo bassi
Apple ha scoperto che tre dei suoi fornitori, lo scorso anno, hanno fatto lavorare 11 bambini nella fabbricazione di IPhone, IPod e computer Macintosh. La scoperta e’ emersa a seguito di un’indagine condotta dall’azienda di Cupertino sulla ‘Responsabilita’ dei fornitori’.
”Apple ha scoperto tre impianti che hanno assunto come lavoratori quindicenni, in Paesi dove l’eta’ minima per lavorare e’ di 16 anni”, spiega il rapporto della compagnia guidata da Steve Jobs, aggiungendo – come riporta Bloomberg – che queste persone gia’ ”non lavoravano piu’ quando e’ stato avviato il monitoraggio”.
La societa’ non fa i nomi dei fornitori coinvolti, dice solo di avere controllato gli impianti che si trovano in Cina, Taiwan, Tailandia, Malaysia, Singapore, Corea del Sud, Repubblica Ceca, Filippine e Stati Uniti. La Apple ha inoltre scoperto 3 casi di ”documenti falsificati” per nascondere assunzioni di persone d’eta’ inferiore a quella prevista per poter lavorare.
Ma non finisce qui. Secondo il rapporto dell’azienda in 60 impianti i lavoratoti sono stati sfruttati, lavorando oltre i limiti. Altri 24 partner industriali, invece, hanno pagato i lavoratori meno del minimo salariale e 57 non hanno corrisposto i bonus.
”Il codice della Apple prevede al massimo 60 ore di lavoro alla settimana, e almeno un giorno di riposo”, precisa l’azienda, che ha chiesto anche ai fornitori di non proseguire con ”le riduzioni di stipendio per fini disciplinari”.
La compagnia ha affermato di avere interrotto i rapporti commerciali con almeno uno di questi fornitori, dopo avere rinvenuto violazioni ripetute e ”interventi inadeguati” per affrontare i problemi.
Fonte: Ansa
Via le applicazioni sexy dall’iPhone, proteste
La ‘polizia’ Apple pattuglia gli iPhone e rimuove dai suoi ‘negozi’ migliaia di applicazioni ’sexy’. Sarebbero circa 5.000 i programmini che la casa di Cupertino ha tolto dai suoi scaffali virtuali a causa di ”un aperto contenuto sessuale”. Lo riportano vari siti americani tra cui Tech Crunch.
”A questo punto l’esatta natura del bando non e’ chiara”, scrive Tech Crunch osservando che la decisione, quale che sia la sua portata, ha messo in allarme molti programmatori, non solo quelli che producono applicazioni con contenuti sexy.
Secondo Tech Crunch, al momento di scrivere, su iTunes erano ancora disponibili numerose ‘apps’ con nomi tipo Magic Boobs (tette magiche), ma un controllo successivo ha rivelato che di ‘tette’, magiche o no, e’ sparita ogni traccia. Secondo Jon Atherton, un programmatore responsabile per l’app Wooble (fa ballonzolare parti anatomiche), il bando sarebbe arrivato a riguardare addirittura immagini di donne in bikini o parole allusive a contenuti sessuali.
”Ogni volta che riceviamo proteste da parte del pubblico sui contenuti di un app le esaminamo con attenzione e, se del caso, la rimuoviamo dal negozio”, ha detto a Tech Crunch un portavoce della Apple. Ma intanto c’e’ chi protesta che il controllo esercitato dalla casa madre sarebbe eccessivo e reclama la creazione di un ”quartiere a luci rosse’ nei negozi Apple.
Fonte: Ansa
Coppia si sposa all’Apple Store, benedizione via iPhone
febbraio 20, 2010 by admin
Elencato sotto Apple, News e curiosità
La cerimonia non autorizzata il giorno di San Valentino.
Josh e Ting Li si sono conosciuti all’Apple Store, sulla Fifth avenue di New York. A loro è sembrato naturale sposarsi esattamente nello stesso luogo, anche se nessuno ha loro dato formalmente l’autorizzazione. Le nozze sono state celebrate il giorno di San Valentino da un ‘giudice di pace’ vestito come Steve Jobs e che ha letto il copione della cerimonia sullo schermo di un iPhone e citando una massima dello stesso Jobs: “nella vita bisogna credere in qualcosa: nel proprio istino, nel destino, nella vita, nel karma, qualsiasi cosa”.
La cerimonia non è stata pubblicizzata. A dare la notizia, alcuni giorni dopo, è stato un dipendente del negozio, su Twitter e ben presto il video è spuntato su YouTube e ha fatto il giro della rete.
Le nozze si sono svolte in tutto e per tutto all’insegna del ‘fetish’ per la casa della mela. Gli anelli erano legati con un nastro ad un iPod prima generazione, sull’invito si leggeva: “Ti amo più di un …(e poi un’immagine di un iPhone)”.
“Non sono religioso – ha commentato lo sposo, Joshua, in una intervista a Entertainment Weekly – e ho sempre scherzato dicendo che l’Apple Store era la mia chiesa”.
Fonte: Apcom
Hewlett Packard e rivali Apple pensano a strategie anti iPad
Hp potrebbe lanciare il suo Slate a prezzo inferiore.
I costruttori di computer rivali di Apple stanno pensando alla strategia migliore per competere con l’Ipad, l’ultimo gioiello tecnologico di Cupertino presentato il mese scorso.
Nelle prossime settimane, riporta il Wall Street Journal, dirigenti di Hewlett-Packard terranno una serie di incontri negli Stati Uniti e Taiwan per decidere prezzi e caratteristiche di un tablet in uscita, per ora chiamato Slate. Secondo persone vicine alle trattative H-P starebbe pensando di vendere lo Slate – con dimensioni e caratteristiche simili all’iPad ma dotato anche di una connessione telefonica – ad un prezzo inferiore ai 629 dollari che Apple ha fissato per un modello di iPad equivalente.
Non solo Hp, anche Dell, Acer e Sony osservano attentamente Apple nello sviluppare i loro prodotti. E Microsoft, dicono fonti vicine alla società, avrebbe messo al lavoro una squadra in gran segreto per sviluppare un tablet a doppio schermo.
“Per noi, il lancio dell’iPad è un punto di riferimento”, ha detto Mike Abary, direttore generale della divisione Vaio di Sony.
Da anni, i costruttori di computer hanno cercato di interessare i consumatori al meccato dei piccoli pc, molti di essi touch-screen, ma finora il settore è stato piuttosto debole. Dopo che Steve Jobs in persona è tornato in scena presentando l’iPad molti sperano che questo possa cambiare le cose.
Hp, sebbene abbia annunciato l’uscita del suo tablet alcune settimane prima di Apple, ha deciso di aspettare la presentazione dell’iPad prima di lanciarlo per poter “apportare qualche modifica”, dicono le fonti.
Fonte: Apcom
Hacker, super attacco informatico planetario
Si pensa alla mafia Russa. Colpite 2.500 aziende in 196 paesi.
Un super attacco informatico di una ampiezza senza precedenti, anche perche’ e’ durato complessivamente circa 18 mesi, ha colpito oltre 75.000 tra computer e server di circa 2.500 aziende in 196 Paesi: cioe’ praticamente in tutti i paesi del mondo.
A rivelare l’attacco, avviato nel 2008, sono i tre principali quotidiani americani, Wall Street Journal, New York Times e Washington Post. A scoprirlo e’ stata un’azienda specializzata della Virginia, la Netwitness, il mese scorso: nel mirino dei pirati c’erano le email, dati aziendali di tutti i tipi non di rado riservati, carte di credito, oltre alle credenziali di accesso dei dipendenti di aziende che operano nel settore della sanita’ e della tecnologia. Tra i Paesi piú colpiti dalla rete di hacker, verosimilmente russi o comunque dell’Europa centrorientale, figurano oltre agli Stati Uniti, il Messico, l’Arabia Saudita, l’Egitto e la Turchia.
L’intrusione e’ stata scoperta il 26 gennaio da Alex Cox, un ingegnere della NetWitness, una societa’ di servizi informatici: l’esperto ha individuato il cosiddetto Kneber bot, un sistema ”interlacciato” di almeno 20 server e computer gestito da un gruppo di hacker localizzati nell’Est Europa, che avevano creato un centro di controllo in Germania.
Secondo gli esperti, gli attaccanti sono riusciti a far scaricare ad ignari dipendenti di molte aziende dei software da siti controllati dagli stessi hacker, oppure inviando mail infette che hanno aperto loro le porte dei sistemi informatici di migliaia di aziende.
Per l’intrusione e’ stato utilizzato uno tra gli spyware piú insidiosi, denominato ZeuS. Secondo il Wall Street Journal, e’ stata sfruttata una debolezza del browser FireFox, il concorrente numero uno dell’Explorer della Microsoft.
Almeno cosi’ sostiene la SecureWorks, una delle maggiori società mondiali di esperti in sicurezza informatica, secondo quanto scrive il quotidiano. Si sarebbe trattato di una versione speciale di ZeuS, ”che comprende una funzione del valore di duemila dollari che lavora con FireFox, secondo la SecureWorks”.
Ieri, il consorzio Mozilla, cui fa capo FireFox, ha annunciato la disponibilità di cinque nuovi patch (toppe informatiche) di cui tre per correggere vulnerabilita’ definite critiche in vecchie versioni di FireFox. Non sarebbe a rischio l’ultima, la versione 3.6.
Attribuendo senza esitazioni l’attacco alla mafia russa ed escludendo recisamente che possa essere stata una organizzazione terroristica come Al Qaida (interessata soprattutto ad azioni spettacolari), un esperto come Adam Segal del Council of Foreign Relations (Cfr), uno dei piu’ prestigiosi think-tank americani, sottolinea che e’ diventato ormai impossibile parlare di sicurezza assoluta sul web.
”Prima del successo di FireFox – ricorda Segal – i browser alternativi, poco diffusi, non attiravano gli hacker. Ora la situazione e’ diversa e sono a rischio tutti, anche Safari della Apple e Chrome della Google”.
Non e’ chiaro quali siano stati i danni esatti provocati dall’attacco, e probabilmente non lo si sapra’ mai con esattezza, vista la riservatezza con cui vengono trattate informazioni sensibili come queste.
Fatto sta che l’attacco ha colpito in particolare almeno dieci agenzie governative statunitensi. E in almeno un caso, ha scoperto NetWitness, gli hacker sono riusciti ad entrare in possesso dei dati di accesso email di un soldato.
Tra le aziende colpite, spiccano i giganti farmaceutici Merck & Co. e Cardinal Health Inc., che hanno confermato l’attacco, oltre alla Paramount Pictures – che non ha voluto commentare l’episodio.
Fonte: Ansa (di Emanuele Ricciardi)
Nielsen, in italia cresce l’utilizzo di Skype e uTorrent
Aumenta l’utilizzo delle applicazioni internet in Italia e nell’ultimo anno a crescere maggiormente sono stati i lettori di video e musica, ma soprattutto Skype, il servizio di telefonia via Ip, e uTorrent, il sito di file sharing basato sul peer-to-peer. Sono i dati che emergono dal bollettino mensile di Nielsen Online, basato su dati Audiweb.
Nel rapporto si legge che quasi 20 milioni di individui, a gennaio, hanno utilizzato un’applicazione internet, dedicandovi in media 4 ore e 39 minuti. Le piu’ gettonate sono due applicazioni di Windows, Messenger e Media Player, rispettivamente con 11 e 10 milioni. Al terzo posto, ma con 5 milioni di utenti, c’e’ eMule. Cresciuti nell’ultimo anno i media player, in particolare Real Player, VLC media player, Apple QuickTime, ma anche applicazioni come Skype che e’ la quarta piu’ utilizzata (+27%) e al nono posto uTorrent, cresciuto del 64%.
A gennaio 2010 l’audience italiana del web e’ stata di quasi 24 milioni e mezzo di persone che si sono collegate da casa e dall’ufficio, in aumento del 3,7% rispetto al mese precedente, e del 12% rispetto a un anno fa. Nello stesso mese sono state oltre 2.200 le pagine web viste. Tra i siti piu’ visitati in testa restano i motori di ricerca che, con 21,6 milioni di utenti, sono utilizzati da quasi il 90% dei navigatori italiani.
A seguire i portali, le community, i servizi web di posta elettronica e i video. Al settimo posto la categoria delle notizie, che con oltre 14 milioni di utenti registra un ulteriore incremento (+7%) rispetto a dicembre 2009.
Fonte: Ansa
Symbian prevede smartphone da 100 euro quest’anno
I primi smartphone Symbian con un prezzo di 100 euro arriveranno nei negozi entro quest’anno. Lo ha detto in una intervista a Reuters il capo della piattaforma più usata al mondo, Lee Williams.
I prezzi degli smartphone stanno calando rapidamente, mentre i venditori stanno combattendo aggressivamente per ottenere una quota maggiore della parte più redditizia del mercato dei cellulari.
Attualmente, il telefonino Symbian di Nokia più economico è venduto a 120-130 euro senza sussidi dell’operatore.
Williams ha detto di aspettarsi che il mercato degli smartphone cresca ad una velocità annuale di circa il 20%.
Symbian controlla circa la metà del mercato degli smartphone, ma la sua quota è scese da quando sono entrati nel settore Apple e Google.
Fonte: Reuters
Jobs collaborerà per la prima volta alla sua biografia
febbraio 17, 2010 by admin
Elencato sotto Apple, News e curiosità
La scriverà ex direttore di Time Walter Isaacson.
Nel corso degli anni molti hanno provato a raccontare la vita di Steve Jobs, il leggendario fondatore di Apple, ma nessuno finora è riuscito ad ottenere la sua collaborazione. Il New York Times riporta invece che Walter Isaacson, ex direttore di Time magazine, starebbe ora preparando un libro a cui il 55enne Jobs parteciperà attivamente, raccontando la sua vita e la sua straordinaria avventura di imprenditore e visionario.
Isaacson è attualmente l’amministratore delegato dell’Aspen Institute, un think-thank di Washington. Ha già scritto una biografia di Albert Einstein e una di Benjamin Franklin. Jobs sarà in buona compagnia.
Fonte: Apcom
Microsoft sfida Apple e Google nel software per cellulari
Microsoft presentera’ lunedi’ l’atteso nuovo software per potenziare i telefoni cellulari, nel tentativo di recuperare terreno nei confronti delle rivali, in particolare Apple e Google.
Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, nel corso dell’evento dedicato al settore wireless a Barcellona, la societa’ di Redmond presentera’ una nuova versione del proprio sistema operativo per telefonia cellulare, Windows Mobile 7.
Il sistema operativo ha un’interfaccia utente che ricorda quella del lettore multimediale Zune Hd ed e’ studiato per apparecchi con schermo touch screen. Windows Phone, telefono dotato del nuovo software Microsoft, non dovrebbe essere nei negozi prima della fine dell’anno.
Fonte: Radiocor





































