Mondiali – lacrime, insulti e colpi di scena quotidiani

luglio 4, 2010 by  
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Dal lutto di Mandela al “vaffa” di Anelka, cronaca di un torneo speciale.
Neanche Nostradamus avrebbe potuto azzeccare un pronostico: il Mondiale in Sudafrica e’ tra i piu’ pazzi, imprevedibili e scatenati della storia della Coppa Rimet.
Forse ce la fara’ il ‘polpo indovino’ ma non sara’ impresa facile, nonostante manchino pochi giorni alla chiusura.
Colpi di scena, suspense, lacrime, addii, rigori centrati e sbagliati, spogliatoi infuocati, politici a gamba tesa: sono tante le immagini simbolo di un Mondiale che di emozioni ne ha regalate tante.
E’ la prima volta che il continente africano ospita il Torneo di calcio piu’ importante del mondo e si e’ capito subito che, nel bene e nel male, tutto sarebbe potuto accadere.
I Bafana Bafana sognavano di emulare le gesta degli ‘Springboks’ e attendevano la benedizione dell’amato ‘Madiba’: Mandela avrebbe dovuto partecipare alla partita di inaugurazione a Soccer City per sostenere e incoraggiare i suoi ragazzi. Il primo presidente nero del Sudafrica e’ colpito – proprio alla vigilia dell’evento – da un grave lutto: muore in un incidente stradale la nipotina, appena tredicenne. Sara’ l’assenza piu’ pesante per un intero popolo.
Ciak si gira e si accende la prima polemica. L’Italia alza la voce contro la Fifa: al concerto celebrativo di Johannesburg, alza simbolicamente la Coppa Patrick Vieira e non un azzurro campione del mondo.
Nervi tesi come corde di violino. Ad alzare la temperatura del Mondiale ci pensa la Francia, dando vita a quello che e’ stato definito uno psicodramma ma che assomiglia di piu’ a una sceneggiata napoletana. Anelka si produce in un clamoroso ‘vaffa’ contro Domenech ed e’ licenziato in tronco, la Francia si sbriciola, Ribery piange in diretta televisiva. Lacrime anche per gli azzurri di Lippi: Quagliarella e’ inconsolabile dopo l’eliminazione dell’Italia da parte della Slovacchia.
In casa inglese le cose non vanno meglio: un suscettibile Rooney litiga con i tifosi che lo hanno fischiato. Tensioni per il Ghana: Muntari perde la testa e rischia di seguire la sorte di Anelka ma viene perdonato e rimane.
Sulla scena irrompe Diego Maradona e il mondiale trova il suo protagonista: look da sposo, il segno della croce ripetuto in maniera compulsiva, il rosario fra le mani e baci a profusione a tutti i suoi ragazzi. L’avvio e’ buono per la Seleccion.
Ma a tenere banco e’ la sfida delle sfide: Germania contro Inghilterra. E qui il ‘film’ dei Mondiali riserva il coup de theatre. Beffa del destino dopo quarantaquattro anni dal gol fantasma concesso alla nazionale dei Three Lions. L’Inghilterra questa volta e’ ‘vittima’: le viene negato un gol che di soprannaturale ha poco, visto che la palla entra di una spanna all’interno dell’area di porta.
Finisce il mondiale per Capello e inizia la disputa sulla moviola in campo. Il presidente della Fifa, Blatter fa timide aperture e chiede scusa all’Inghilterra e al Messico che subisce un gol contro l’Argentina in netto fuorigioco.
Stralci di un mondiale che non si e’ fatto mancare niente.
Lontano dal Sudafrica si agitano i leader politici: in Italia, Bossi e Calderoli lanciano la fatwa contro la Nazionale, in Francia si consuma l’ultimo atto della pantomima dei galletti e il pallone diventa un affare di Stato. Dramma in Nigeria dove la squadra sconfitta viene sospesa per due anni dalle competizioni.
Il torneo si tinge perfino di giallo con la Corea del Nord: si diffonde la voce (poi smentita) che accreditava la scomparsa di alcuni giocatori. E dopo l’arcano, c’e’ il dramma: eliminate Brasile e Argentina, un lutto per due popoli che hanno fatto del calcio il loro Moloch.
Dulcis in fundo, la lotteria dei rigori che raggiunge il massimo del pathos nel match Ghana-Uruguay. Tempi supplementari e rigore in favore delle Black Stars con Asamoah Gyan che sbaglia il gol della vita al centoventiduesimo minuto e condanna la sua nazionale.
Manca una settimana alla fine: e, se le cose continuano cosi’, il popolo del pallone ne vedra’ ancora delle belle.
Fonte: Ansa

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