Bambini e scuola – gli italiani ultimi in UE nell’utilizzo del web
novembre 20, 2011 by admin
Elencato sotto Technology & Web

In Italia record Europeo negli accessi web senza la supervisione di un adulto.
La popolazione italiana e’ ancora piuttosto indietro sull’uso di internet, che spesso e’ pero’ consultato dai bambini in assoluta solitudine, senza controlli.
I bambini e adolescenti italiani infatti sono agli ultimi posti in Europa per alfabetizzazione digitale, le scuole nostrane sono quelle con il minor accesso a internet in Ue (49% contro una media del 62%), e gli insegnanti italiani sono all’ultimo posto per l’utilizzo di internet a scuola (65% contro il 73%). Sono alcuni dei dati di un’indagine europea condotta in 25 paesi su 25mila bambini tra i 9 e 16 anni, presentata a Milano agli stati generali della pediatria.
I minori iniziano dunque a usare il web sempre prima: a 7 anni in Svezia e Danimarca, 8 negli altri paesi nordici, 10 in Grecia, Italia e Portogallo. Il 93% del campione ha detto di navigare in rete almeno una volta a settimana, il 60% una volta al giorno per 90 minuti, spesso senza la supervisione di un adulto. L’Italia registra un primato poco invidiabile su questo fronte, visto che ha il dato piu’ alto (62% contro il 49%) di accessi a internet dalla propria camera senza la supervisione di un genitore. Anche se web viene usato per attivita’ positive, come ricerche scolastiche (85%) e giochi (83%), sono sempre piu’ numerosi i piccoli presenti sui social network. Il 57% in Italia ha un suo profilo su facebook e simili, anche se vietati ai minori di 13 anni. Il 26% ha 9-10 anni, il 49% ha 11-12 anni, il 73% ha 13-14 anni e l’82% ha 15-16 anni.
Le insidie non mancano: il 41% dei ragazzi si e’ imbattuto infatti in contenuti pericolosi, e il 12% ne e’ rimasto turbato.
Tra questi c’e’ la pornografia (vista dal 7% dei ragazzi tra i 9 e 16 anni in Italia), bullismo (2%), sexting, cioe’ messaggi a sfondo sessuale (15% in Ue, 4% in Italia), incontri offline con persone conosciute in rete (4%), o visto video generati dagli utenti che inneggiano all’odio (12%), anoressia (12%) e autolesionismo (7%). Ma i genitori, soprattutto italiani, sono spesso inconsapevoli di tutto cio’. Solo il 28% usa filtri internet, il 73% ritiene che non vi siano pericoli di incontri in rete che possano turbare e l’81% ignora che i propri figli abbiano ricevuto online messaggi offensivi.
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