Inchiesta New York Times, i costi umani dell’iPad in Cina
Orari di lavoro eccessivi, a volte per sette giorni a settimana, dormitori superaffollati, lavoratori minorile, lunghissime ore in piedi fino a non riuscire a camminare, nessuna considerazione per le condizioni di salute e per i materiali nocivi utilizzati nella produzione.
Sono queste le condizioni dei lavoratori che assemblano gli iPad e gli iPhone per conto della Apple in Cina, secondo una lunga inchiesta pubblicata oggi dal New York Times.
Le accuse non sono nuove. L’articolo parte dall’esplosione del maggio scorso in una fabbrica della Foxcom a Chengdu, nel sud della Cina, in cui morirono almeno due persone, e molte altre rimasero ferite. Ma quello non fu l’unico episodio, ricorda il Nyt. Due anni fa, 137 operai in una fabbrica di fornitori della apple rimasero feriti dopo che gli fu ordinato di usare una sostanza chimica per pulire gli schermi dell’iPhone.
I dirigenti della Apple – scrive ancora il giornale – assicurano che la societa’ ha fatto molti progressi per migliorare le fabbriche negli ultimi anni, dotando i fornitori di un codice di condotta che definisce le norme in materia di lavoro, misure di sicurezza e altre regole. Ma, dai rapporti che la stessa societa’ di Cupertino ha reso pubblici, risulta che dal 2007 oltre la meta’ dei fornitori ha violato almeno una delle norme previste dal codice.
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Apple, dopo la trimestrale da record, avanti tutta con iPad 3
Indiscrezioni in rete, la data del lancio con processore più potente.
”Abbiamo eccellenti prodotti in arrivo”: lo ha detto il Ceo di apple Tim Cook dopo la trimestrale record. Un utile netto piu’ che raddoppiato a 13,6 miliardi di dollari – 6 miliardi lo stesso periodo del 2011 – e ricavi in aumento del 73% a 46,33 miliardi grazie al balzo della vendite di iPhone e iPad. E sul nuovo tablet che dovrebbe essere lanciato a febbraio-marzo ci sono tanti rumors sul web, a partire dal processore piu’ potente – quad core – al display Retina ad alta risoluzione.
Obama, bisogna sostenere chi aspira ad essere il nuovo Steve Jobs

La vedova del fondatore di Apple era presente al congresso.
”Un’economia costruita per durare significa sostenere tutti quelli che hanno volonta’ di lavorare e tutti quegli imprenditori che prendono rischi e aspirano a diventare il prossimo Steve Jobs”: e’ l’omaggio che il presidente Usa Barack Obama, nel suo Stato sull’Unione, rende al fondatore della apple.
La vedova Jobs, Lauren Powell, e’ presente al Congresso e ascolta il discorso del prersidente seduta in seconda fila, dietro la First Lady Michelle Obama.
Terremoto Lombardia, Milano e dintorni
gennaio 25, 2012 by admin
Elencato sotto News e curiosità
Scossa di magnitudo 4,2
Scossa di terremoto stanotte con epicentro vicino Verona, a circa 10 km di profondità. La terra ha tremato alle 00.54. Finora non risultano danni a persone o cose, ma la scossa è stata comunque avvertita molto bene dalla popolazione – anche molto lontano dall’epicentro, fino a Padova e Milano. La scossa è stata seguita all’1:05 da una replica di 2.1 gradi della scala Richter. Sono quattro in totale le scosse registrate nella zona delle Prealpi venete da ieri sera (le prime due di magnitudo 2.7 e 2.1 alle 20:41 e alle 20:49).
Arriva un APP per dire Stop al fumo
Da ieri c’e’ un nuovo supporto per aiutare i fumatori a dire ‘stop’ alle bionde: e’ ‘No smoking be hAPPy’, l’applicazione per iPhone, iPad e iPod Touch messa a punto dalla Fondazione Veronesi e Fondazione Pfizer, scaricabile dal sito http://itunes.apple.com/it/app/no-smoking-behappy/ id494906634?mt=8.
L’app prende il nome dalla campagna di lotta al fumo di sigaretta che da oltre 3 anni la Fondazione Veronesi promuove, grazie al sostegno della Fondazione Pfizer.
Come dimostrato infatti da una recente ricerca, promossa nell’ambito della Campagna, la sola forza di volontà non è abbastanza per riuscire a smettere di fumare. Invece, uno dei fattori di supporto piú importanti è la presenza di un appoggio esterno, ad esempio un aiuto professionale o la partecipazione a gruppi di ascolto. Altro elemento fondamentale è Internet, che rappresenta la seconda risorsa per la ricerca di consigli su come abbandonare il vizio, subito dopo i Centri antifumo. Da queste considerazioni, spiega la Fondazione Veronesi, ”nasce l’applicazione No smoking be hAPPy, che coniuga il formato preferito dal target dei 33-45enni, che rappresentano la fetta maggiore dei fumatori, con la disponibilità di un’importante fonte di informazioni utili, la praticità di un “diario di bordo” dei progressi fatti e la comodità di uno strumento interattivo”. L’applicazione è divisa in due sezioni: la prima, ‘No Smoking’, permetterà agli utenti di essere costantemente informati su tutte le iniziative della campagna.
La seconda sezione, ‘Be Happy’, aiuterà il fumatore nel suo percorso di disassuefazione dal vizio, informandolo sui progressi fatti grazie anche a simulazioni grafiche che permetteranno di far vedere i miglioramenti nel tempo del proprio organismo e aspetto.
Research In Motion, cambio ai vertici, addio per i 2 CO-AD
Cambio ai vertici di Reserach in Motion. Dopo 20 anni trascorsi insieme alla guida della societa’, i due co-amministratori delegati Jim Balsillie e Mike Lazaridis annunciano le loro dimissioni.
Gli investitori chiedono da mesi profondi cambi all’interno di Research in Motion per rispondere alle difficolta’ della societa’, con il BlackBerry che fatica a rimanere competitivo nei confronti dei rivali apple e Google.
Gli investitori hanno ripetutamente chiesto una nuova leadership o la vendita della societa’ e l’annuncio a sorpresa di Balsillie e Lazaridis rappresenta una misura piu’ forte di quanto molti critici si attendevano.
Ad assumere le redini di Research in Motion sara’ Thorsten Heins, che ha ricoperto il ruolo chief operating officer. Heins e’ arrivato nella societa’ canadese nel 2007 dopo essere stato chief technology officer di Siemens. Da allora ha lavorato all’ombra di Balsillie e Lazaridis, che – secondo quanto afferma il Wall Street Journal – non sono stati costretti a lasciare.
Anzi sarebbero stati proprio loro a raccomandare al consiglio di amministrazione un cambio ai vertici. La tempistica, avrebbe evidenziato Balsillie, e’ quella giusta in quanto i piani per il lancio del nuovo tablet PlayBook e del nuovo Blackberry procedono come previsto.
Balsillie – evidenzia il Wall Strete Jorunal – precisa che le dimissioni non hanno nulla a che vedere con le pressioni degli invetsiotri o con la debolezza del titolo Research in Motion, che intende continuare sulla strada del rilancio disegnata da Balsillie e Lazaridis.
Research in Motion e’ da diverso tempo sotto pressione, e questo ha alimnetato le speculazioni su una possibile vendita della societa’. ”Non e’ chiaro se un potenziale acquirente potrebbe vedere Research in Motion piu’ attraente senza i due manager.
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Kodak, da Apple a RIM ed altre società, la spinta alla bancarotta
gennaio 20, 2012 by admin
Elencato sotto Technology & Web
Apple, Research in Motion e altri giganti delle nuove tecnologie hanno accelerato la bancarotta di Eastman Kodak. A denunciarlo e’ la stessa Eastman Kodak, secondo quanto riporta il Wall Street Journal. Il chief financial officer della societa’, Antoinette McCorvey, nella documentazione depositata in tribunale, afferma che apple, Research in Motion e HTC hanno approfittato della debolezza finanziaria di Kodak nel braccio di ferro sulle loro presunte violazioni della proprieta’ intellettuale.
”Quando le condizioni finanziarie di Kodak hanno iniziato a deteriorare, la societa’ ha iniziato a sperimentare ritardi nelle negoziazioni per le licenze con apple, Research in Motion e Htc” afferma McCorvey.
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Libri di testo su iPad, rivoluzione con iBook 2
gennaio 20, 2012 by Sergio Cosmai
Elencato sotto Tablet
Libri di scuola e zaini pesanti in soffitta. apple lancia una nuova sfida e presenta ‘iBooks2′, avviandosi a cambiare il mondo dei libri di testo, che diventano a portata di iPad, dopo aver cambiato quello della musica con l’iPod e quello delle comunicazioni con l’iPhone.
‘iBooks2′, un aggiornamento all’applicazione ‘iBooks’, gia’ scaricabile gratuitamente, consentira’ agli autori di libri di testo di creare dei titoli interattivi per l’iPad.
”L’istruzione e’ profondamente radicata nel nostro dna” afferma Philipp Schiller, vi ce presidente di apple per il marketing, illustrando al Guggenheim Museum di New York la nuova iniziativa, la prima dalla morte di Steve Jobs. Grazie alla nuova tecnologia, gli utenti potranno scrivere appunti, scorrere tra una pagina all’altra del testo e contemporaneamente guardare video tra i diversi capitoli. ”I libri di testo non durano, non sono trasferibili e tantomeno interattivi – evidenzia Schiller -. Sono pesanti e costosi, hanno tuttavia grandi contenuti.
L’iPad invece e’ duraturo, interattivo, ricercabile, attuale e possiamo trasformarlo in una nuova generazione di libro interattivo”.
Ma apple si spinge oltre e, per dare una spinta alla creazione di libri di testo, introduce ‘iBooks Author’, che mette a disposizione degli autori dei modelli per consentire la creazione quasi istantanea di un testo interattivo. Sia ‘iBooks’ che ‘iAuthor’ sono disponibili gratuitamente dall’App Store mentre i testi scolastici per scuola superiore avranno un costo massimo di 14 dollari e 99 centesimi. I primi libri a disposizione verranno da una partnership con le case editrici Pearson, McGrow-Hill e Houghton Mifflin. Nell’impegno a favore di una maggiore istruzione, apple rafforza iTunes U, che consentira’ agli insegnanti di creare corsi per l’online. Sei universita’ americane rendono gia’ disponibili gratuitamente 100 corsi su iTunes U.
Il mercato dei libri di testo digitali e’ ancora giovane ma in fase di crescita: solo il 6% delle vendite di libri scolastici sara’ online nel 2012, in aumento rispetto al 3% del 2011, in base alle stime di MBS Direct Digital. Il mercato dei libri di testo digitali vede fra i suoi maggiori attori CourseSmart, Kno e Inkling Systems e altre case editrici che stanno lavorando alla digitalizzazione dei propri libri.
Se Steve Jobs fosse nato a Napoli
Esce il libro di Menna, nato come post sul blog dell’autore. (SPERLING & KUPFER, PP 177, EURO 10.50).
Due ragazzi napoletani dei Quartieri Spagnoli, chiusi in un garage, inventano il computer del futuro. Entusiasti, determinati, combattono contro mille ostacoli per dare un futuro alla loro invenzione ma nel Belpaese sembra quasi impossibile che una storia cosi’ possa avere un lieto fine.
Insomma, ‘Se Steve Jobs fosse nato a Napoli’ la Apple non sarebbe mai esistita come racconta Antonio Menna nella sua amara ed esilarante favola. Nata come post sul blog dell’autore (antoniomenna.wordpress.com), la storia del ”Jobs vesuviano” ha fatto in poche ore il giro del mondo prima di diventare un libro che esce ora per Sperling&Kupfer con la prefazione di Pino Aprile.
”Riderete del Jobs vesuviano ostacolato nella sua voglia di fare, che si scontra con indolenza, burocrazia, incomprensione, prepotenza, scetticismo: insomma, continuate pure da soli l’elenco delle ragioni per lasciar perdere e cchi to’ffa’fa’!” spiega Aprile nella prefazione.
Giornalista, Menna, che vive a Napoli, attraverso la storia di due guaglioni napoletani abbastanza affamati e folli (”No problem, Steve. Qui usciamo pazzi dalla fame”) da non arrendersi, mostra in realta’ il ritratto di un Italia che incoraggia le buone idee ad andarsene e continua a navigare nei suoi mali. Per vendere il loro computer leggerissimo, superveloce, che si avvia in pochi secondi e non prende virus, e per il quale hanno creato anche un marchio: ”una Q enorme, nera con lo sbaffo inferiore di colore rosso”, i protagonisti del romanzo, Stefano Lavori e Stefano Vozzini, si scontreranno con le banche italiane che fanno prestiti solo a chi ha gia’ i soldi, con la burocrazia che tiene ”gli occhi spalancati sui poveracci” e con i bandi che vengono vinti solo dagli amici degli amici. Se a tutto questo si aggiunge l’influenza della camorra, il sogno va proprio in fumo. Fa sorridere e commuove quella Q del marchio che rimanda ai quartieri. ”I nostri Quartieri. I Quartieri Spagnoli. Siamo di qui, no? Quando ci presentiamo, come diciamo? Siamo di sopra ai Quartieri. Ecco qua. Il computer dei Quartieri Q” spiegano gli inventori del rivoluzionario computer.
Attivissimo sul web, da Twitter a Facebook, Menna e’ autore anche di ‘Cocaina&Cioccolato’ e di ‘Baciami molto’ e’ ha un blog molto seguito. Il suo post ‘Se Steve Jobs fosse nato a Napoli’ , pubblicato lo scorso ottobre, alla morte del fondatore della apple, e’ stato letto da oltre cinquecentomila persone ed e’ diventato un vero e proprio fenomeno della rete.
”Perche’ puoi essere affamato e folle quanto vuoi ma se nasci nel posto sbagliato, ti rimangono la fame e la follia, e niente piu”’ e’ l’amara conclusione di Stefano Vozzini, che se ne va dalla sua citta’. Eppure, due anni dopo, rincontra l’amico e, dopo la loro consueta cioccolata calda, e aver aver visto realizzare da altri la loro invenzione, ecco che a Stefano Lavori viene un’altra idea ”straordinaria”, una ”novita’ assoluta”. Nonostante tutto, non ci si arrende mai.
{via} (di Mauretta Capuano)
In Cina arriva il tablet rosso Maoista
gennaio 18, 2012 by Sergio Cosmai
Elencato sotto Tablet

Particolarmente indicato per i vecchi funzionari del partito.
Fino a ieri l’unica guida di riferimento per i funzionari del partito comunista cinese era il libretto rosso di Mao Zedong, adesso invece c’e'il Red Pad, un vero e proprio tablet maoista, pubblicizzato qualche settimana fa nella Repubblica popolare. Lo scrive il sito cinese ‘ChinaRealtimeReport’ del Wsj nell’edizione inglese, aggiungendo pero’ che negli ultimi giorni i media cinesi hanno smesso di parlarne per le numerose polemiche giunte sul web. Molti criticano il fatto che il Red Pad sia stato ”regalato” a funzionari del partito afruttando finanziamenti pubblici. Un post su un social network definisce addirittura la ”tavoletta” rossa, l’elemento di corruzione ”numero 1”. Critiche a parte il tablet e’ una sorta di iPad con uno schermo di 9.7 pollici, un processore A9 dual-core, sedici giga di memoria, WiFi e costa 9.999 yuan, circa il doppio di iPad apple. Tra i suoi contenuti, offre l’edizione quotidiana del Quotidiano del Popolo e di altri giornali del partito. Online anche editoriali e archivi storici selezionati. Altra particolarita’ e’ il colore scelto, molto di tendenza: il rosso.
Non mancano anche altre applicazioni che pero’ necessitano di costi aggiuntivi.
Non e’ ancora chiaro – si chiede il giornale – chi realmente usufruira’ di questo prodotto, sia per il prezzo sia per le sue capacita’ e offerte. Di certo, continua ‘ChinaRealtimeReport’ citando alcuni commenti in rete, si puo’ tranquillamente acquistare il Libretto rosso di Mao a meno di due dollari grazie a un’applicazione della apple, e allora perche’ spenderne mille volte tanto?
{via}























