Egitto pronto a riportarsi Nefertiti al Cairo
novembre 6, 2009 by admin
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Mentre il vero volto di Nefertiti ha preso forma nella computer grafica di due ricercatori italiani, la sorte del suo ritratto conteso tra Berlino, che lo ospita nel suo Nuovo Museo, e le autorita’ egiziane rimane incerta. Oggi infatti il segretario generale del Consiglio superiore delle Antichita’, Zahi Hawass, ha annunciato che la direttrice del museo berlinese e’ attesa per dicembre al Cairo per negoziare la restituzione del busto della regina, uno dei ritratti di donna piu’ belli dall’antichita’ ad oggi.
Da Luxor, Hawass ha fatto sapere che gli egiziani presenteranno tutti tutti i documenti che possiedono per provare l’uscita illegale dell’opera dal Paese, avvenuta nel 1913, con l’intento di recuperarla. La responsabile tedesca da parte sua, ha aggiunto, fara’ altrettanto per provare che il trasferimento fu perfettamente lecito. Il tedesco Der Spiegel e il britannico Times avevano pubblicato un documento segreto – conservato negli archivi dell’istituto orientale tedesco – secondo il quale l’archeologo Ludwig Borchardt – che aveva scoperto la statua nel 1912 – aveva ingannato gli egiziani sulla sua natura, per portarla illegalmente in Germania. Hawass ha detto che, una volta accettata l’autenticita’ del documento, l’Egitto non risparmiera’ alcuno sforzo per recuperare la statua, che risale a circa 3500 anni fa, e ritrae perfettamente i tratti faraonici della regina dal lungo collo.
Fonte: Ansa
TV sul web, via al primo canale dedicato all’archeologia
ottobre 21, 2009 by admin
Elencato sotto Archeologia
Ha inaugurato oggi le trasmissioni il primo canale televisivo in web dedicato interamente all’archeologia: cliccando su ARCHEOLOGIAVIVA.TV e’ ora possibile seguire gratuitamente in rete i migliori documentari sui grandi temi della storia dell’umanita’ e le notizie sulle ultime scoperte, selezionate dalla redazione dell’omonima rivista dell’editore Giunti, “Archeologia Viva”, il cui direttore Piero Pruneti dirige anche l’emittente tv.
L’iniziativa nasce con la collaborazione del Museo Civico di Rovereto, che fornisce i documentari da vent’anni proiettati alla sua Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico.
I primi film messi in rete sono stati i documentari di Folco Quilici “Un’isola nel tempo”, di Alfredo e Angelo Castiglioni “L’armata scomparsa di Cambise”, e di Giovanna Bongiorno “Megara Hyblaea”. Nello spazio riservato alle notizie sugli scavi in corso fa spicco la scoperta compiuta a Jiroft, nell’Iran sud-orientale, dove la missione archeologica dell’Universita’ di Roma “La Sapienza”, diretta da Massimo Vidale, ha riportato alla luce un’intera citta’ del III° millennio a.C. sepolta nel deserto, con migliaia di tombe, da taluni identificata con la favolosa Aratta di cui narrano i testi sumeri.
Fra i film di imminente programmazione e’ stato annunciato il nuovo documentario dei fratelli Castiglioni “L’oro di re Salomone”, su una scoperta clamorosa dei due ricercatori lombardi: sulle montagne dell’Etiopia mercanti vissuti quasi mille anni prima di Cristo raccolsero da una moltitudine di minatori l’oro destinato ad arricchire il tesoro di re Salomone e della regina di Saba.
Fonte: Agi
La Francia restituirà cinque stele all’Egitto
ottobre 17, 2009 by admin
Elencato sotto Archeologia, Egittologia
La Francia restituira’ all’Egitto cinque stele che il Louvre acquisto’ negli anni Ottanta e che pero’ erano state rubate. Lo ha deciso la commissione museale nazionale e il ministero della Cultura ha affermato che il rientro al Cairo delle opere e’ “questione di settimane”.
Nei giorni scorsi era stata rottura tra il Consiglio supremo delle antichita’ egiziane e il museo parigino.
L’aut-aut era arrivato dal potente Zahi Hawass, capo del Consiglio: nessuna collaborazione con Parigi fino alla restituzione degli oggetti.
La decisione del Cairo era destinata anche ad avere conseguenze sulle ricerche francesi nell’area dell’antica Sakkara.
Hawass ha spesso lamentato come l’Egitto sia stato depredato di numerosi oggetti chiave per l’eredita’ culturale del Paese e ha lanciato una campagna internazionale per la loro restituzione. Tra loro vi sono la Stele di Rosetta, custodita nel British Museum di Londra, il Busto di Nefertiti, che si trova a Berlino, lo Zodiaco di Dendera, anche questo al Louvre, e il Canone Reale o Papiro di Torino, custodito nel Museo egizio della citta’ piemontese.
Fonte: Agi
Turchia, trovata statuetta di Venere di 5.000 anni
settembre 29, 2009 by admin
Elencato sotto Archeologia, Scoperte
Archeologi tedeschi scavano in zona antica citta’ di Troia
Una statuetta vecchia di 5.000 anni raffigurante Venere o la Dea Madre e’ stata riportata alla luce in Turchia da una squadra di archeologi dell’Universita’ tedesca di Tubinga, nel corso di una campagna di scavi condotta del distretto di Canakkale. Lo riferisce il quotidiano Today’s Zaman, secondo cui gli scavi nella zona erano cominciati solo tre settimane fa.
Gli scavi, come ha detto all’agenzia Anadolu il professore Rustem Aslan, vice capo della squadra, si inserisce nella ricerca tesa a trovare insediamenti umani risalenti all’Eta’ del Bronzo al di fuori delle mura dell’antica citta’ di Troia, immortalata da Omero nella sua Iliade.
Oltre alla rara statuetta, ha detto l’archeologo, e’ stato rinvenuto anche un sigillo che in eta’ antica le persone utilizzavano per contraddistinguere gli oggetti di loro proprieta’, asce di pietra, vasi e fusi per filare la lana.
Fonte: Ansa
Messico, trovati 12 teschi Maya in zona rituale
settembre 18, 2009 by admin
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Un gruppo di archeologi messicani ha trovato, nello Yucatan, dodici teschi Maya e numerosi cocci di vasellame databili fra i 400 e i 250 anni prima di Cristo.
La scoperta e’ stata fatta all’interno di alcuni ‘cenotes’, grotte sotterranee usati come pozzi dai Maya, sia per il consumo umano che per alcuni sacrifici rituali, al termine di una serie di immersioni svolte dagli studiosi dell’Istituto nazionale di antropologia (Inah).
Al momento i teschi e i cocci ritrovati non sono stati ancora spostati: sono molto fragili, essendo rimasti per lunghissimo tempo in un ambiente molto umido, e muovendoli c’e’ il rischio che si rovinino o polverizzino.
I frammenti verranno in seguito analizzati mediante petrografia e luminescenza con l’obbiettivo di pianificare il processo di restaurazione.
Fonte: Ansa
Trovata testa di Dio-Toro di 4.000 anni fa
agosto 17, 2009 by admin
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La testa del toro in cui si era trasformato la divinita’ Kedarnath secondo il classico della tradizione epica induista Mahabharata, e che era scomparsa da oltre 4.000 anni, e’ a quanto pare stata trovata ora in Nepal, nella valle di Kathmandu.
Secondo il poema, uno dei testi sacri dell’induismo da cui il regista Peter Brook ha tratto negli anni ’80 una piece teatrale ed un film, Kedarnath aveva assunto le sembianze dell’animale mentre era ricercato dai cinque fratelli guerrieri Pandava. L’annuncio del quasi certo ritrovamento della testa e’ stata fatta all’agenzia di stampa indiana Ians da Shankarling Shivacharya, custode del tempio dove si venera il corpo del toro-Kedarnath nello Stato di Uttarakhand (India settentrionale), e che attualmente si trova a Kathmandu.
”L’hanno cercata per 4.000 anni – ha detto raggiante lo studioso – ed ora se gli accertamenti saranno positivi, vi sara’ un altro luogo sacro dove rendere omaggio a Kedarnath”.
Secondo quanto raccontato nel Mahabharata, i fratelli Pandava, una volta localizzato il dio Kedarnath da cui volevano essere assolti dal ”peccato” di avere ucciso i loro 100 cugini in battaglia, lo hanno tirato tanto forte per la coda da far saltare la sua testa, poi misteriosamente scomparsa.
Fonte: Ansa
Spedizione Italiana sulle Ande scopre una città Inca
agosto 4, 2009 by admin
Elencato sotto Archeologia, Scoperte
A ridosso delle montagne che circondano la laguna poi, insieme alle vestigia del Cammino degli Inca, e’ stato rinvenuto, secondo l’Associazione Perigeo “anche un complesso di rovine archeologiche che dovrebbero costituire i resti di un tambo real o di un’antica citta’ e che potrebbero richiamare alla memoria, sulla base di una lettura delle cronache raccolte da un sacerdote, la mitica citta’ perduta di Chicuate, rovello da decenni di esploratori di tutto il mondo. Secondo la leggenda, Chicuate, fiorente centro Inca, all’arrivo dei conquistatori spagnoli, per difendere i propri tesori e i propri abitanti si inabisso’ in un lago sacro e laggiu’ continua tutt’oggi a vivere”. Accanto al lavoro di esplorazione, la missione e’ stata l’occasione per intrecciare proficue relazioni con le autorita’ del Distretto di Huancabamba, cittadina ai piedi delle montagne, conosciuta come ‘la citta’ che cammina’, per via della faglia su cui e’ ubicata, che sta sconvolgendo l’intero abitato trascinando a valle, e distruggendo gradatamente, gran parte delle abitazioni. Proprio per far fronte a questa situazione di rischio, tra la Perigeo e la Defensa Civil del Distretto (la nostra Protezione Civile) e’ stato stretto un accordo di collaborazione per la formazione degli operatori locali e per il sostegno tecnico alla riduzione del rischio frane nella cittadina.
Fonte: Agi
Ricostruita la mappa del primo centro urbano maya
luglio 23, 2009 by admin
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L’antico insediamento di Tintal, in Guatemala.
Grazie a un minuzioso e rigoroso lavoro basato su reperti archeologici, è stata ricostruita la mappa dell’antico insediamento di Tintal, nelle selve settentrionali del Peten in Guatemala, che secondo gli studiosi ospitò il primo centro urbano della civiltà Maya del periodo cosiddetto pre-classico (1800 a.C.-250 d.C.). Lo riferisce l’agenzia misna.
La cartina, alla cui stesura hanno contribuito, tra gli altri, esperti della Fondazione degli studi di antropologia e ambiente, l’Associazione degli amici del patrimonio naturale e culturale del Guatemala, e l’università americana dell’Idaho, rivela che a Tintal sorse la prima città Maya circondata da un fosso d’acqua difensivo, composto da cinque canali lunghi oltre due chilometri, interrati a otto metri di profondità e larghi fino a 15 metri: un complesso sistema idrico, che oltre a difendere il centro urbano assicurava il drenaggio delle acque reflue.
A Tintal risulta essere stato costruito anche il campo del gioco della ‘pelota’ più grande del periodo pre-classico Maya, lungo 42 metri e largo 15. Il sito appartiene alla Cuenca del Mirador, considerato il bacino naturale e culturale più grande del mondo Maya, cinque volte più grande del Parco Nazionale di Tikal, che con le sue 4.000 piramidi è il più visitato dai turisti; la costruzione di Tintal, affermano gli esperti, risale a 1.000 anni prima di Tikal.
Fonte: Apcom
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Nel Trapanese trovato veliero del ’500
luglio 11, 2009 by admin
Elencato sotto Archeologia, Scoperte
Nelle acque di Castellammare del Golfo.
Un veliero da carico del `500 è stato rinvenuto nelle acque di Castellammare del Golfo, nel trapanese.
Evidentemente le mareggiate invernali hanno rimosso grandi quantità di sabbia facendo emergere i resti del probabile veliero. Era da tempo che la Soprintendenza del Mare era sulle tracce di questa imbarcazione segnalata da gente del luogo. Ma ogni tentativo di individuarla era stato vano, per la non identificazione dell’esatto luogo di giacitura o per la presenza di forte insabbiamento. Tutte le segnalazioni convergevano nell’affermare la presenza di una nave naufragata presso la costa sabbiosa tra Castellammare del Golfo e la foce del San Bartolomeo, di fronte alla località oggi definita “Plaja”.
Vi era anche un documento datato alla fine del 1400 che concorreva ad animare la ricerca. Si tratta di un documento d’archivio che menziona un vascello che, dopo aver caricato grano al caricatore del Vallone sito ad est della località Magazinazzi, si era spostato al caricatore di Castellammare e aveva caricato un’altra partita di grano. Per il sopravvenire di condizioni meteorologiche avverse la nave non riuscì a prendere il largo e naufragò. Il documento non è sufficientemente preciso né sulle circostanze del naufragio né sulle caratteristiche dell’imbarcazione, tuttavia pone degli interrogativi, a cui forse il rinvenimento odierno potrebbe parzialmente rispondere. Adesso il rinvenimento.
Fonte: Apcom
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Scoperta l’icona più antica di San Paolo
luglio 2, 2009 by admin
Elencato sotto Archeologia, Scoperte
La foto della Pontificia commissione di archeologia sacra, pubblicata sull’Osservatore romano, mostra l’incona di San Paolo (a sinistra) scoperta lo scorso 19 giugno durante i restauri nelle catacombe romane di Santa Tecla, a Roma. La scoperta e’ stata fatta nel corso del restauro delle decorazioni di una volta di un cubicolo. L’affresco e’ stato individuato tra dipinti della fine del IV secolo, collocandosi cosi’ al primo posto tra le icone piu’ antiche raffiguranti l’Apostolo delle Genti. Il volto, raffigurato nei classici tratti dell’iconografia antica, e’ circondato da un cerchio (clipeo) giallo oro su uno sfondo rosso vivo.
Fonte: Ansa
Foto: Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, pubblicata sull’Osservatore Romano























