Trovato chiodo in una tomba di Templari, “è della croce”

marzo 17, 2010 by admin  
Elencato sotto Archeologia, Scoperte

Risale all’epoca della crocefissione, conservato in uno scrigno come reliquia.
La scoperta suggerisce lo scenario di un film: nella tomba di tre cavalieri templari, sepolti con le loro spade in un forte appartenuto all’antico ordine di monaci guerrieri, un gruppo di archeologi ha trovato uno scrigno istoriato contenente un chiodo. E non si tratta di un chiodo qualsiasi: la sua epoca (tra il primo e il secondo secolo) e la sua conformazione (lungo dieci centimetri, smussato e levigato come se fosse stato maneggiato da molte mani al pari di una reliquia) fanno pensare che si tratti di uno dei chiodi con cui venne crocefisso Gesu’.
Ne e’ convinto, secondo quanto riporta il tabloid britannico Daily Mirror, l’archeologo Bryn Walters. ”L’epoca corrisponde – afferma -. Il chiodo risale a un epoca compresa fra il primo e il secondo secolo. Inoltre sembra che sia stato toccato e tenuto nelle mani di molte persone nel corso dei secoli e questo lo ha reso molto levigato”. L’oggetto, poi, era custodito all’interno di uno scrigno e questo lascia pensare che si trattasse di una reliquia, venerata come un chiodo della croce di Gesu’.
La scoperta e’ avvenuta sull’isola di Ilheu de Pontinha, al largo di Madeira, nel mezzo dell’Oceano Atlantico, in un antico forte dei Templari. Il simbolo dell’ordine, tra l’altro, compariva su una delle spade dei tre cavalieri seppelliti nella tomba. Sono molte le leggende che riguardano i cavalieri templari, ritornate in auge anche sull’onda dei libri di Dan Brown, tra cui quella che fossero i custodi del Santo Graal, la sacra coppa nella quale sarebbe stato raccolto il sangue di Cristo dopo la crocefissione.
Fonte: Ansa

Sul Carso scoperto Dinosauro “Tethyshadros”

dicembre 13, 2009 by admin  
Elencato sotto Archeologia, Scoperte

Un nuovo dinosauro – ‘Tethyshadros insularis’ il suo nome scientifico – e’ stato scoperto nel sito archeologico del Villaggio del Pescatore, a Trieste. La scoperta, in rocce di 70 milioni di anni fa, e’ stata presentata oggi a Trieste dal paleontologo Fabio Dalla Vecchia.
Si tratta di un dinosauro vegetariano lungo circa quattro metri che appartiene al gruppo degli adrosauroidei ed era piu’ primitivo dei caratteristici dinosauri ‘dal becco d’anatra’ del Nord America e dell’Asia.
Tethyshadros e’ in ottimo stato di conservazione ed e’ uno dei dei piu’ completi dinosauri di dimensioni medio-grandi mai rinvenuto in Europa. E’ stato detto che viveva in un’ isola relativamente piccola situata nella parte occidentale dell’oceano Tetide fra l’Africa e la massa continentale nordeuropea in un tempo in cui l’Europa era un arcipelago situato a latitudini subtropicali.
Fonte: Ansa

Città romana sommersa scoperta da italiani in Libia

dicembre 5, 2009 by admin  
Elencato sotto Archeologia, Scoperte

Città sommersa in Libia

Una citta’ sommersa di epoca romana e’ stata scoperta da archeologi italiani in Libia, lungo la costa orientale della Cirenaica. L’area e’ stata individuata tra le citta’ di Derna e Bomba, a non molta distanza da Tobruk. La straordinaria scoperta e’ opera di archeologi e tecnici italiani della Soprintendenza del Mare della Regione Sicilia e dell’Universita’ Suor Orsola Benincasa di Napoli, guidati da Sebastiano Tusa. Il gruppo e’ impegnato in una ricerca al largo delle coste africane nell’ambito del progetto ArCoLibia (Archeologia costiera della Libia) avviato alcuni anni fa e che ha gia’ portato ad altre scoperte eccezionali come quella della nave veneziana ‘Tigre’, naufragata presso il capo Ras al-Hilal.
Le prime tracce della citta’ sommersa sono state ritrovate durante immersioni di ricognizione nelle acque di Capo di Ras Etteen. Gli archeologi erano impegnati nella ricerca di relitti e strutture portuali sul fianco occidentale del Golfo di Bomba.
Ai loro occhi sono comparsi muri, strade, edifici e tombe a una profondita’ compresa tra uno e tre metri. Si trattava di una porzione estesa oltre un ettaro di una grande citta’ di cui alcuni studiosi avevano intuito la presenza grazie a resti di strutture murarie nascosti tra le dune sabbiose battute dai venti.
Si ritiene che una grande parte della citta’ si sia inabissata a causa di un esteso bradisismo. Una prima indagine morfologica ha chiarito che le modifiche dell’area sono state vistose e macroscopiche anche in tempi storicamente recenti. Le vestigia individuate al fondo del mare appartengono, infatti, a una citta’ di epoca romana imperiale del II secolo dopo Cristo.
Fonte: Ansa

Egitto, forse ritrovato esercito scomparso Cambise

novembre 17, 2009 by admin  
Elencato sotto Archeologia, Scoperte

Ricerche condotte da equipe italiana.
Scomparso venticinque secoli fa senza lasciare traccia, inghiottito da una tempesta di sabbia nel deserto egiziano: si tratta dell’esercito – di 50mila uomini, secondo alcune fonti storiche – inviato dal re dei persiani Cambise II per conquistare gli ammoniti dell’oasi di Siwa, sede di uno dei più famosi oracoli dell’Antichità.
Come riporta il quotidiano spagnolo El Pais, dopo oltre un decennio di ricerche un’equipe guidata dagli archeologi italiani Angelo e Alfredo Castiglioni ha portato alla luce alcuni reperti che potrebbero rappresentare le uniche testimonianze dell’esercito perduto: oggetti piccoli – punte di freccia, una daga bronzea, un braccialetto – di incontestabile fattura achemenide, oltre a una “valle degli scheletri” rintracciata grazie alle leggende locali.
L’equipe afferma di aver ricostruito l’itinerario dell’esercito, partito nel 525 a. C. Da tebe, come racconta Erodoto: l’armata nona avrebbe seguito il percorso abituale lungo le oasi del Nilo ma avrebbe deviato verso ovest per sorprendere il nemico, finendo però nel Gran Deserto.
Le autorità egiziane sono però caute (oltre ad aver reso noto che gli archeologi erano privi delle autorizzazioni necessarie): il fatto che i reperti siano di fattura persiana non è di per sé un elemento decisivo, dato che l’Egitto fu sottoposto alla loro dominazione per oltre un secolo; gli scheletri potrebbero appartenere a vittime di tragedie più recenti. Infine Erodoto non è una fonte particolarmente affidabile: in particolare è starno che un intero esercito persiano, con esperienza nella regione e formato anche da contingenti di popoli nomadi, potesse arrivare a perdersi, anche se è possibile che le guide abbiano tradito i soldati di un monarca non molto amato in Egitto.
Fonte: Apcom

Turchia, trovata statuetta di Venere di 5.000 anni

settembre 29, 2009 by admin  
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Archeologi tedeschi scavano in zona antica citta’ di Troia
Una statuetta vecchia di 5.000 anni raffigurante Venere o la Dea Madre e’ stata riportata alla luce in Turchia da una squadra di archeologi dell’Universita’ tedesca di Tubinga, nel corso di una campagna di scavi condotta del distretto di Canakkale. Lo riferisce il quotidiano Today’s Zaman, secondo cui gli scavi nella zona erano cominciati solo tre settimane fa.
Gli scavi, come ha detto all’agenzia Anadolu il professore Rustem Aslan, vice capo della squadra, si inserisce nella ricerca tesa a trovare insediamenti umani risalenti all’Eta’ del Bronzo al di fuori delle mura dell’antica citta’ di Troia, immortalata da Omero nella sua Iliade.
Oltre alla rara statuetta, ha detto l’archeologo, e’ stato rinvenuto anche un sigillo che in eta’ antica le persone utilizzavano per contraddistinguere gli oggetti di loro proprieta’, asce di pietra, vasi e fusi per filare la lana.
Fonte: Ansa

Messico, trovati 12 teschi Maya in zona rituale

settembre 18, 2009 by admin  
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Un gruppo di archeologi messicani ha trovato, nello Yucatan, dodici teschi Maya e numerosi cocci di vasellame databili fra i 400 e i 250 anni prima di Cristo.
La scoperta e’ stata fatta all’interno di alcuni ‘cenotes’, grotte sotterranee usati come pozzi dai Maya, sia per il consumo umano che per alcuni sacrifici rituali, al termine di una serie di immersioni svolte dagli studiosi dell’Istituto nazionale di antropologia (Inah).
Al momento i teschi e i cocci ritrovati non sono stati ancora spostati: sono molto fragili, essendo rimasti per lunghissimo tempo in un ambiente molto umido, e muovendoli c’e’ il rischio che si rovinino o polverizzino.
I frammenti verranno in seguito analizzati mediante petrografia e luminescenza con l’obbiettivo di pianificare il processo di restaurazione.
Fonte: Ansa

Trovata testa di Dio-Toro di 4.000 anni fa

agosto 17, 2009 by admin  
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La testa del toro in cui si era trasformato la divinita’ Kedarnath secondo il classico della tradizione epica induista Mahabharata, e che era scomparsa da oltre 4.000 anni, e’ a quanto pare stata trovata ora in Nepal, nella valle di Kathmandu.
Secondo il poema, uno dei testi sacri dell’induismo da cui il regista Peter Brook ha tratto negli anni ’80 una piece teatrale ed un film, Kedarnath aveva assunto le sembianze dell’animale mentre era ricercato dai cinque fratelli guerrieri Pandava. L’annuncio del quasi certo ritrovamento della testa e’ stata fatta all’agenzia di stampa indiana Ians da Shankarling Shivacharya, custode del tempio dove si venera il corpo del toro-Kedarnath nello Stato di Uttarakhand (India settentrionale), e che attualmente si trova a Kathmandu.
”L’hanno cercata per 4.000 anni – ha detto raggiante lo studioso – ed ora se gli accertamenti saranno positivi, vi sara’ un altro luogo sacro dove rendere omaggio a Kedarnath”.
Secondo quanto raccontato nel Mahabharata, i fratelli Pandava, una volta localizzato il dio Kedarnath da cui volevano essere assolti dal ”peccato” di avere ucciso i loro 100 cugini in battaglia, lo hanno tirato tanto forte per la coda da far saltare la sua testa, poi misteriosamente scomparsa.
Fonte: Ansa

Spedizione Italiana sulle Ande scopre una città Inca

agosto 4, 2009 by admin  
Elencato sotto Archeologia, Scoperte

A ridosso delle montagne che circondano la laguna poi, insieme alle vestigia del Cammino degli Inca, e’ stato rinvenuto, secondo l’Associazione Perigeo “anche un complesso di rovine archeologiche che dovrebbero costituire i resti di un tambo real o di un’antica citta’ e che potrebbero richiamare alla memoria, sulla base di una lettura delle cronache raccolte da un sacerdote, la mitica citta’ perduta di Chicuate, rovello da decenni di esploratori di tutto il mondo. Secondo la leggenda, Chicuate, fiorente centro Inca, all’arrivo dei conquistatori spagnoli, per difendere i propri tesori e i propri abitanti si inabisso’ in un lago sacro e laggiu’ continua tutt’oggi a vivere”. Accanto al lavoro di esplorazione, la missione e’ stata l’occasione per intrecciare proficue relazioni con le autorita’ del Distretto di Huancabamba, cittadina ai piedi delle montagne, conosciuta come ‘la citta’ che cammina’, per via della faglia su cui e’ ubicata, che sta sconvolgendo l’intero abitato trascinando a valle, e distruggendo gradatamente, gran parte delle abitazioni. Proprio per far fronte a questa situazione di rischio, tra la Perigeo e la Defensa Civil del Distretto (la nostra Protezione Civile) e’ stato stretto un accordo di collaborazione per la formazione degli operatori locali e per il sostegno tecnico alla riduzione del rischio frane nella cittadina.
Fonte: Agi

Nel Trapanese trovato veliero del ’500

luglio 11, 2009 by admin  
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Nelle acque di Castellammare del Golfo.
Un veliero da carico del `500 è stato rinvenuto nelle acque di Castellammare del Golfo, nel trapanese.
Evidentemente le mareggiate invernali hanno rimosso grandi quantità di sabbia facendo emergere i resti del probabile veliero. Era da tempo che la Soprintendenza del Mare era sulle tracce di questa imbarcazione segnalata da gente del luogo. Ma ogni tentativo di individuarla era stato vano, per la non identificazione dell’esatto luogo di giacitura o per la presenza di forte insabbiamento. Tutte le segnalazioni convergevano nell’affermare la presenza di una nave naufragata presso la costa sabbiosa tra Castellammare del Golfo e la foce del San Bartolomeo, di fronte alla località oggi definita “Plaja”.
Vi era anche un documento datato alla fine del 1400 che concorreva ad animare la ricerca. Si tratta di un documento d’archivio che menziona un vascello che, dopo aver caricato grano al caricatore del Vallone sito ad est della località Magazinazzi, si era spostato al caricatore di Castellammare e aveva caricato un’altra partita di grano. Per il sopravvenire di condizioni meteorologiche avverse la nave non riuscì a prendere il largo e naufragò. Il documento non è sufficientemente preciso né sulle circostanze del naufragio né sulle caratteristiche dell’imbarcazione, tuttavia pone degli interrogativi, a cui forse il rinvenimento odierno potrebbe parzialmente rispondere. Adesso il rinvenimento.
Fonte: Apcom

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Scoperta l’icona più antica di San Paolo

luglio 2, 2009 by admin  
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Icona San PaoloLa foto della Pontificia commissione di archeologia sacra, pubblicata sull’Osservatore romano, mostra l’incona di San Paolo (a sinistra) scoperta lo scorso 19 giugno durante i restauri nelle catacombe romane di Santa Tecla, a Roma. La scoperta e’ stata fatta nel corso del restauro delle decorazioni di una volta di un cubicolo. L’affresco e’ stato individuato tra dipinti della fine del IV secolo, collocandosi cosi’ al primo posto tra le icone piu’ antiche raffiguranti l’Apostolo delle Genti. Il volto, raffigurato nei classici tratti dell’iconografia antica, e’ circondato da un cerchio (clipeo) giallo oro su uno sfondo rosso vivo.
Fonte: Ansa
Foto: Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, pubblicata sull’Osservatore Romano

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